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Diario


12 novembre 2008

decreto/riforma/effetto (dei tagli della finanziaria) Gelmini



Ok, sono andata a leggere i documenti ufficiali, ora non mi si può più dire che la sinistra mi faccia il lavaggio del cervello... cavolo, non sono ancora lobotomizzata al punto da comprare un digitale terrestre, quindi silvio, ti prego, contieniti!

La prima cosa da dire è che la riforma Gelmini, o, come sarebbe più giusto chiamarlo, il decreto Gelmini, è una cosa diversa rispetto alla legge 133 del 06/08/2008, ovvero la legge finanziaria del ministro Tremonti, il cui testo integrale è riportato qui
http://www.studiocataldi.it/normativa/testo-legge-finanziaria-2009/.

Il decreto gelmini, ovvero la legge 137 varata il 1 settembre 2008, non tocca le università, bensì le scuola elementari. Non è prevista dalla finanziaria, come potete vedere, ma è comunque sensibile ai tagli delle spese pubbliche di cui si parla sommariamente.

Infatti, per sommi capi, propone di:
*reintrodurre la valutazione con voto numerico del rendimento scolastico degli studenti
*adeguare la normativa regolamentare all'introduzionedell'insegnante unico nella scuola primaria
*prolungare i tempi di utilizzazione dei libri di testo adottati
*ripristinare il valore abilitante dell'esame finale del corso di laurea in scienze della formazione primaria e semplificare e razionalizzare le procedure diaccesso alle scuole di specializzazione medica


Il testo completo della 137 lo potete trovare qui
http://www.universinet.it/maturita/98-maturanews/2976-decreto-gelmini-testo-del-dl-n137-disposizioni-urgenti-su-scuola-e-universita.html

Noterete nell'Art.4 che si parla di insegnante unico, e non "prevalente", come ultimamente si tende impropriamente a sottolineare. Ed è proprio l'Art.4 a risultare molto interessante, perchè prevede che "le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali.Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una piu' ampia articolazione del tempo-scuola." Forse un po' di matematica l'ho imparata, nonostante tutto, e mi sembra che 24 ore settimanali corrispondano a 4 ore di lezione al giorno per sei giorni, escludendo la domenica. L'orario continuato che faceva delle nostre scuole elementari le migliori in Europa è andato a farsi benedire. In più, se siamo fortunati, verranno licenziati 3 insegnanti su 4, e probabilmente i precari saranno i primi. Un rapido calcolo e... sì, avremo insegnanti ultra-sessantenni anche alle elementari e giovani maestre disoccupate, che, per essere abilitate al loro status di disoccupazione a vita, avranno dovuto sostenere l'esame finale in scienze della formazione primaria. Come dire, oltre al danno, la beffa.

Ora, ragazzi, questi sono fatti, documentati ed accertati. Possono dire quello che vogliono ma finchè siamo ancora capaci di leggere e di intendere, non possono farci fessi.

Questo per quanto riguarda la cosiddetta "riforma" delle scuole primarie".
Ma parliamo di ciò che ci interessa di più, no?
Tutti sappaimo quanto funzioni male l'università italiana. Ultimamente si è arrivati a dire che il loro livello è pari a quello di un liceo americano... non mi sento di dargli torto però... insomma, ci si va gù pesante, no?

Di fatto, non esiste una "riforma" delle università che le regolamenti perchè funzionino meglio. Colpa di tutti i governi passati e presenti che hanno saputo solo tagliare fondi senza un valido programma riformatore, e su questo siamo tutti d'accordo. Ma allora perchè questo casino?

Anche questa volta la finanziaria ci riguarda, perchè non ci si è limitati a tagliare fondi. Nel testo si dice chiaramente che "le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato.". Potete leggerlo anche voi nell'Art.16 della 133 (
http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm)
In questa privatizzazione, le università verranno agevolate dallo Stato. Come? Nell'unica maniera possibile: con i soldi pubblici. 

SOLDI PUBBLICI VERRANNO ASSEGNATI AD ENTI PRIVATI

Considerando quanto costa ad un operaio mandare il proprio figlio all'università perchè un giorno possa avere un lavoro migliore del suo, mi sembra un po' una contraddizione far aumentare le tasse di iscrizione delle università trasformandole in enti privati ed assegnargli anche un bonus statale. L'operaio non potrà mandare suo figlio all'università privata. Suo figlio diventerà un operaio. Solo i ricchi potranno mandare i figli a laurearsi, ergo, solo i figli dei ricchi faranno lavori che gli permetteranno di arricchirsi.

Mah... dirò una cazzata, ma... che si voglia creare una bella sperequazione sociale?

 

Dalla serie "La sai l'ultima?", ora la Gelmini si è messa a parlare di una vera riforma (forse l'hanno un po' offesa i cortei e gli striscioni che la ritraevano con le orecchie d'asino e il grembiulino, chissà...) ma per ora ancora nessuna nuova dal fronte. Anzi, sì. Come possiamo evincere dal Corriere della sera (che non è un giornaletto "comunista"), (http://flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/novembre/corriere_universita_progetto_gelmini_tasse_piu_alte_per_i_fuori_corso) Maria Star si dichiara "sempre contraria ad aumentare le tasse universitarie", per carità, no! No, no... sta solo pensando (e sappiamo che quando pensa una cosa, la fa diventare legge nel giro di 24 secondi, sennò non è lei) di introdurre una retta più salata per gli studenti fuori corso. Sono cose diverse, diversissime. Ma ha ragione. Eh, sì, l'università sta diventando un parcheggio... 'Sti bamboccioni oltre che in casa dei genitori vogliono sostare anche all'università. Come osano? E lo stato (o il governo...?) avrà anche il diritto di specularci un po' sopra, no?

Massì, stanno lavorando per noi...  (cavolo, tutte queste battuttine non-tanto-sarcastiche mi hanno messo i brividi).

Livia Pastore
 

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